... Ordine del superiore – Natura illecita. n. 23600 del 2018); che, conseguentemente, assorbito il secondo motivo, la sentenza impugnata va cassata e la causa rinviata per nuovo esame alla Corte d’appello di Reggio Calabria, che provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione; che, in considerazione dell’accoglimento del ricorso, non sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso. Il licenziamento può essere ritenuto valido? Obbligo di obbedienza e di rispetto delle direttive del datore di lavoro o del superiore gerarchico: si rischia il licenziamento? Si può licenziare senza preavviso il dipendente che obbedisce a un ordine illecito di un superiore. 4 della sentenza impugnata), nemmeno poteva ipotizzarsi la riconducibilità della condotta contestata alla fattispecie della successiva lett. 1362 c.c.ss., per avere la Corte territoriale ritenuto che la mancanza contestata alla lavoratrice potesse essere sussunta nell’ambito della disposizione contrattuale cit., che prevede la comminazione di una sanzione disciplinare conservativa, senza considerare che tale disposizione andrebbe letta congiuntamente a quella di cui all’art. You also have the option to opt-out of these cookies. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. ; che avverso tale pronuncia Poste Italiane s.p.a. ha proposto ricorso per cassazione, deducendo due motivi di censura; che è stata depositata proposta ai sensi dell’art. 54 c.p., causato dal timore di ricevere ritorsioni a seguito del rifiuto di mettere in pratica ordini illeciti dal superiore o, ancora, alla scriminante ex art. È facendo riferimento a questi principi che è possibile dare una corretta lettura degli articoli 1175 e 1375, Codice civile, i quali ascrivono alla figura del lavoratore dipendente l’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa secondo i principi di buona fede e correttezza. Download PDF: Sorry, we are unable to provide the full text but you may find it at the following location(s): http://hdl.handle.net/11382/30... (external link) 16 Dicembre 2020 Redazione Comment Traffico illecito di rifiuti, i dettagli dell’operazione. da ult. E' responsabile anche il lavoratore che lo esegue. g) (che prevede il licenziamento anche “per qualsiasi fatto che dimostri piena incapacità di adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio”), dal momento che “nella vicenda oggetto di contestazione non si addebitava alla lavoratrice di non aver adempiuto ad ordini di servizio, ma l’esatto contrario: aver assecondato gli ordini e le sollecitazioni illegittime che le provenivano dalla direttrice” (ibid., pag. In una definizione di tal sorta sembra effettivamente rientrare la condotta di un lavoratore nel senso sinora discusso: eseguire un ordine illecito, per quanto impartito da un superiore, giustifica certamente il venir meno della fiducia che un datore di lavoro onesto ponga nei confronti del proprio dipendente che agisca in tal modo. This website uses cookies to improve your experience. Pertanto, nei rapporti in cui sia vigente un vincolo di subordinazione, un ordine dovrà ritenersi illegittimo ogni qualvolta esso comporti la commissione di un reato o di un comportamento contrario a quelli normalmente richiesti all’interno di un sano rapporto lavorativo. 54, comma 5, lett. In tali casi l'art. Ordine illegittimo. 51 c.p. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. L’impiegato non deve comunque eseguire l’ordine del superiore quando l’atto sia vietato dalla legge penale». Il dovere principale del lavoratore subordinato è quello di prestare obbedienza, ossia rispettare le disposizioni impartite dal datore o dai suoi collaboratori per l’esecuzione e la disciplina del lavoro. “nella parte in cui si prevede che il pubblico ministero sospende l’esecuzione della pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non superiore a … pag. Con la sentenza n. 41 del 2 marzo 2018 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. Non può, quindi, discriminare i lavoratori né può ordinare loro dei comportamenti che potrebbero mettere in pericolo la loro sicurezza fisica. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. DIRITTO&PRATICA DEL LAVORO 44/2020 – CONTRATTI COLLETTIVI COMUNITARI: DISCIPLINA ED EFFICACIA – Avv. Anzi, la Cassazione ha fatto puntuale riferimento alla lettera della norma considerata, chiarendo che, sebbene nella normativa si parli di “obblighi”, nel caso di specie quelli imposti dal superiore al dipendente erano in effetti veri e propri “ordini” e, pertanto, l’articolo del Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento non poteva essere considerato. La Corte, infatti, giudicava che la paura della ritorsione, posta come a giustificazione della condotta del dipendente, non aiuta la sua condizione: la disobbedienza, di fronte alla lettera della legge, resta obbligatoria. Immaginiamo però l’ipotesi inversa: il dipendente esegue un comando del suo superiore, comando palesemente illecito, e poi viene licenziato dal datore di lavoro venuto a sapere dell’episodio. Se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell’Autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato l’ordine.Risponde del reato altresì chi ha eseguito l’ordine, salvo che, per errore di fatto, abbia ritenuto di obbedire ad un ordine legittimo. Dallo scontro tra la fedeltà alla normativa e quella al proprio datore di lavoro, nasce una diatriba che ha interessato la recente giurisprudenza e la cui soluzione risulta di interessante epilogo per l’odierno approfondimento. Commento a Cassazione sez. lav., dell’art. 17, D.P.R. Martina Linguerri, avvocato in Bologna. Ad esempio, il responsabile del reparto di un supermercato ti chiede di sostituire la data di scadenza di alcuni prodotti alimentari o, sapendoti in giro per consegne, ti impone di accelerare con l’auto disinteressandoti di eventuali autovelox. Si studia quando un processo di Markoff del primo ordine si può considerare derivato da un processo di markoff di ordine superiore a uno. “diritto/dovere di rimostranza”, in forza del quale il dipendente pubblico ha la facoltà, laddove gli venga impartito un dovere sulla cui liceità egli sviluppi consistenti dubbi, di opporsi alla sua esecuzione, senza subire le conseguenze di quello che, formalmente, potrebbe essere letto come un inadempimento degli obblighi lavorativi. SCRIMINANTI ED ESECUZIONE DI ORDINI L’Ordinamento ha previsto situazioni in presenza delle VI Civile – L, ordinanza 10 ottobre 2018 – 22 gennaio 2019, n. 1582. che, con sentenza depositata il 10.6.2017, la Corte d’appello di Catanzaro ha confermato la statuizione di primo grado che aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento disciplinare intimato da Poste Italiane s.p.a. a P.S. Ne consegue che il dipendente non è affatto obbligato a rispettare gli ordini illegittimi, anzi deve astenersi dal rispettarli, altrimenti ne è personalmente responsabile. In base a queste pronunce, infatti, il licenziamento era stato ritenuto illegittimo in forza delle previsioni del Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, il quale disciplina la sanzione del licenziamento disciplinare per “qualsiasi fatto che dimostri piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio ”. Con la sentenza n. 3394/2017 la III Sez. A seguito di quanto sinora esposto, risulta naturale chiedersi quale atteggiamento debba tenere un datore di lavoro di fronte al dipendente che ponga in essere una condotta illecita su ordine di un proprio superiore. 51 c.p., stante l’assenza di un potere di supremazia, inteso in senso pubblicistico, del superiore riconosciuto dalla legge (cfr. 2119 c.c. | © Riproduzione riservata Il caso. 51 c.p., di cui si è meglio discusso supra. Pertanto, sebbene, come detto, in contrasto con la tendenza generale della Corte, detta pronuncia non sembra, tuttavia, discostarsene. g), siccome implicante la considerazione di circostanze nuove; che, con il secondo motivo, la ricorrente lamenta violazione e falsa applicazione dell’art. Non per questo però il datore è libero di impartire qualsiasi tipo di comando. Considerata tale peculiarità, la Corte non ha potuto estrapolare la singola esecuzione illecita, in quanto, la stessa si inseriva nella “normale” attività lavorativa che il dipendente prestava. Con riferimento all’argomento di cui in trattazione, la Suprema Corte di Cassazione penale si è occupata di un caso certamente interessante con la sentenza n. 3394 del 2017. Secondo una recente ordinanza della Cassazione [3], è vero che il Codice penale [4] stabilisce che nessuno può essere punito per aver adempiuto a un ordine di un’autorità (a risponderne sarà eventualmente chi ha dato l’ordine), ma è anche vero che, nell’ambito del rapporto di lavoro privato, non esistono “autorità” in senso pubblicistico. La stessa disposizione è spesso contenuta in numerosi contratti collettivi. Cass. Un elemento interessante sottolineato nella sentenza in argomento riguarda il fatto che, in ossequio alle regole del Codice civile, sarà onere del datore di lavoro dimostrare che il dipendente fosse in grado di rappresentarsi il carattere illegittimo dell’ordine in quanto contrario a direttive generali già impartite o, comunque, agli interessi aziendali. c), Ccnl, per non avere l’odierna ricorrente ‘neppure ipotizzato che un danno di qualunque tipo sia conseguito alle condotte addebitate’ (cfr. 656, comma 5, c.p.p. Ma fin dove si spinge il rispetto delle direttive verticistiche? Ti trovi a un bivio: rispettare la legge o ciò che ti chiede il superiore? Insomma, come chiarito dalla Cassazione [2], affinché il pubblico dipendente sia esonerato dall’obbligo di obbedienza è necessario che vi sia una palese illegittimità dell’ordine. lavoro n. 30122 del 21 novembre 2018. ss., per avere la Corte di merito ritenuto che, una volta esclusa la ricorrenza della fattispecie disciplinare di cui all’art. Il nuovo illecito disciplinare, ipotizzabile in futuro, potrebbe consistere dunque in un comportamento scorretto, consistente nell’illecita interferenza, da parte di uno o più magistrati, nell’attività di uno o più componenti del Consiglio superiore della magistratura. Se, infatti, la Suprema Corte ritiene illegittimo il licenziamento che penalizzerebbe una singola condotta illecita a fronte di una intera attività non lecita, in una situazione opposta in cui una singola condotta contra legem si inserisce in un contesto di liceità – la valutazione sull’efficacia del licenziamento è stata giudicata in modo diametralmente opposto. Monica Lambrou, Repubblica Milano Focus Studi Legali – Il successo cresce con la soddisfazione delle esigente dei propri clienti – Avv. Nel caso specifico il lavoratore era stato licenziato per avere contabilizzato di alcuni lavori non eseguiti e aveva addotto a giustificazione del proprio illecito di avere ricevuto un ordine in tal senso dal proprio superiore gerarchico nell’ambito di una riunione a cui avevano partecipato altri colleghi. Appare dunque chiaro che, in ambito penale, l’errore di fatto elimini la responsabilità dell’esecutore dell’ordine, cui non appariva manifestamente illecito. 13, comma 1-quater, dà atto della non sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti. Penale della Corte di Cassazione ha chiaramente affermato che il rifiuto di eseguire un ordine illecito dato da un superiore è un dovere del lavoratore.Il caso ha riguardato un lavoratore che si è visto condannare per il reato di Frode nell’esercizio del commercio” ex art. Con la sentenza n. 3394/2017 la III Sez. 1362 c.c., comma 1, sia perché il testo negoziale si riferisce ad “obblighi” e non ad “ordini” di servizio, sia perché l’esecuzione di un ordine illegittimo impartito da un superiore gerarchico non può non equivalere alla violazione degli obblighi contrattualmente assunti circa il rispetto delle norme interne legittimamente emanate, coerentemente con il principio secondo cui, nel rapporto di lavoro privato, non può trovare applicazione l’art. lav., dell’art. Commento a Cassazione sez. Vi sono una serie di considerazioni da fare su quanto appena esposto. nn. Nel senso giuridico del termine, dunque, l’ordine illecito è quello capace di ledere il diritto di altri individui singolarmente o collettivamente individuati. Ciò viene fatto essenzialmente utilizzando la nozione di grafo associato ad un processo di Markoff. Consiglio di Stato n. 6208 del 15 dicembre 2008). Come è noto, il rapporto di lavoro subordinato configura, in capo al dipendente, una serie di obblighi cui questi è tenuto nei confronti del proprio datore di lavoro. La Corte, in considerazione dell’ingente danno contro il patrimonio dello Stato, non ha operato alcuna differenza tra le cariche dei soggetti coinvolti, richiamandone la responsabilità di ciascuno senza distinzioni.

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