Chi non appartiene allo stato clericale; sono quindi laico, nella Chiesa cattolica, i fedeli che non sono né chierici né religiosi, ossia tutte le persone battezzate che non hanno alcun grado nella gerarchia ecclesiastica. In questo caso si registra la proposta di introdurre anche l'insegnamento di altre culture religiose. Cfr. In quegli anni si svilupparono gli studi giuridico-filosofici che, nella speranza di ricomporre la frattura tra potere politico-temporale e potere spirituale, teorizzavano il rapporto da tenere tra questi. Etiche a confronto: cattolica vs. laica. In sintesi l’etica, se viene associata alla comunità, definisce la morale comune che l’individuo dovrebbe in ogni caso seguire. In realtà la laicità non detta linee di condotta morale, ma è un principio agnostico che le rifiuta, pretendendo che posizioni diverse talora inconciliabili, in particolari diverse posizioni morali e religiose, possano convivere. c. Con valore limitativo, di cosa che si riferisce al mondo dello spirito, in varie espressioni in cui si contrappone per lo più a materiale, talvolta a logico, intellettuale, ecc. Bioetica e questioni bioetiche. In particolare in Belgio, dove ha già eroso in modo consistente i consensi dell’insegnamento cattolico. È quella dell'uomo svincolato da ogni principio morale, che fa della soddisfazione dei propri desideri la propria legge. La natura del bene, a cargo de G. Reale, Rusconi, Milano 1995. Durante la lotta per le investiture si pose il problema dei rapporti gerarchici tra papato e Sacro romano impero, una questione che si ripropose costantemente ogni qual volta salivano sul soglio imperiale personaggi di spicco quali Federico Barbarossa o Federico II. Tale scelta di condotta si pone nel solco delle idee rivoluzionarie francesi, costituendosi come un rifiuto dei principi etici e morali fondati sul diritto naturale. Chiedersi qual è il fondamento della morale laica (inteso come sopra) è come chiedere quali sono gli pneumatici in una barca. Quello della laicità dovrebbe essere un valore comune, a cui nessuno, in linea di principio rimane estraneo. Come si è detto, per lo Stato e per i cattolici, laici e non, la laicità è quindi intesa in senso diverso da quello inteso dai laici (in senso politico). Meglio evitare il dibattito. Un passo avanti fu compiuto all'epoca immediatamente successiva dell'imperatore Ludovico il Bavaro, che ripudiò l'autorità papale facendosi incoronare a Roma non già da un suo vicario, ma da un senatore laico, quello Sciarra Colonna che aveva umiliato il defunto papa Bonifacio ad Anagni. È quella per cui il singolo compie le sue scelte secondo la propria coscienza e ne accetta e affronta le conseguenze. – 1. agg. Il secondo, nel Dialogus, approfondì la teoria di Marsilio, descrivendo il potere temporale come derivato da Dio, ma non tramite intercessione del papa, ma tramite intercessione del popolo, che aveva anche il diritto di revocare tale potere ribellandosi al sovrano qualora egli non rispettasse il principio fondamentale dell'"equità naturale". Nei casi in cui se ne parla, si abbassa lo sguardo e il tono della voce. Il primo nel Defensor pacis teorizzava l'assoluta laicità dell'Imperatore, essendo il suo potere derivato dal popolo, inteso come la melior e sanior pars di esso. Ma, nel linguaggio moderno, per morale laica s'intende una morale “non confessionale”, che non faccia riferimento a nessuna forma di teologia morale. Con uso assol. San Agustín pensaba en función de estos tres términos la naturaleza del bien. Quasi tutte le monarchie ricevevano il diritto a governare dal papa stesso, diritto riconosciuto formalmente dalla dinastia franca. di mos moris «costume», coniato da Cicerone per calco del gr. 531 (Prostituzione e favoreggiamento) e Legge Merlin e così via. a teoretico ed è usato anche come s. f., la morale); teologia m., la parte della teologia cristiana (contrapp. In altro senso laico è chi impone agli altri la propria visione agnostica della realtà. Un sovrano che si rendeva nocivo al suo popolo poteva quindi essere lecitamente disubbidito, quindi la delega popolare ad esercitare il potere non era mai assoluta, ma condizionata al buon governo. 113, ed è esclusivamente riferita alla Santa Sede e alla Chiesa Universale). Nel significato originario del termine, ancora utilizzato in ambito religioso, il laico è un fedele della religione non ordinato sacerdote o non appartenente a congregazioni religiose. Il problema della laicità dello Stato sorge storicamente col cristianesimo in riferimento al comandamento di Gesù: «Date a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».[1]. Etimologicamente il termine laico deriva dal gr. Al seguito di Ludovico lavorarono i primi teorici della laicità dello Stato: Marsilio da Padova e Guglielmo d'Ockham. Quella ... Dove finalmente, potremmo riappropriarci del significato originario della parola ethos, come "posto del vivere concreto", per essere creatori di norme che Fra i principali modi in cui si è concretizzato il principio di laicità dello Stato, troviamo i casi di Francia e Turchia in cui la laicità è intesa come principio assertivo, laicità attiva in cui lo Stato rifiuta e opera attivamente contro la visibilità pubblica della religione; e la laicità passiva di Stati Uniti e altri Paesi in cui lo Stato permette la pubblica professione di qualsiasi religione, senza una preferenza particolare. Per esempio, si sostiene spesso che alcuni dei temi su cui la morale laica e quella religiosa entrano in conflitto si dovrebbero ricondurre al bilanciamento tra difesa della vita ed interessi degli individui coinvolti. d. Nel linguaggio giur., ente m., corpo m., persona m., denominazioni che apparivano nella codificazione civile italiana del 1865 per designare la persona giuridica; assenti nella codificazione attuale, permangono solo in alcune leggi speciali (l’espressione persona m. figura nel Codex juris canonici del 1985, can. Nella moderna Chiesa Cattolica una persona laica è un fedele, un credente non ordinato: si tratta di tutti coloro che sono stati battezzati e che quindi sono cattolici, ma non sono diaconi, presbiteri o vescovi. Cioè le due parole, che io al liceo usavo in alternativa, vengono elencate come fossero cose diverse. - ■ agg. Negli ultimi anni il termine "laico" viene utilizzato per indicare un generico agnostico o ateo. 2. s. f. a. Insieme di consuetudini e di norme riconosciute come regole di comportamento da una persona, un gruppo, una società, una cultura: m. collettiva, individuale; secondo la m. corrente, o comune; la m. civile, politica, sociale; nelle grandi città e nelle campagne del centro-sud vigeva ancora un certo tipo di m. popolare, piuttosto libero, certo, ma con tabù che erano suoi e non della borghesia, non l’ipocrisia, ad esempio (Pasolini); delitti contro la m. pubblica. c. L’insegnamento pratico che deve trarsi dalla lettura di una favola; anche la frase che lo enuncia alla fine di essa, secondo una tradizione che risale alle favole attribuite a Esopo (introdotta in esse con la formula ὁ μῦϑος δηλοῖ ... «la favola insegna ...», in lat. Trattare una questione di grande valore tanto etico quanto sociale può rivelarsi scomodo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 16 set 2020 alle 08:14. 1. Di aborto non si parla quasi mai. Definizione e significato del termine morale In senso morale indica l'apertura, da parte dell'individuo, a punti di vista svincolati dall'autorità religiosa ritenuta depositaria di un diritto divino, ma non necessariamente contrari ad essa. Per questo secondo lui gli stessi vescovi sarebbero dovuti essere eletti in assemblee popolari e la massima autorità religiosa avrebbe dovuto essere il concilio, non il papa. 3. s. m. a. Insieme delle manifestazioni della vita intellettuale e psichica, in contrapp. Con Marsilio da Padova e Guglielmo da Ockham si ebbero i fondamenti del potere statale inteso in senso moderno[2]. [che concerne il comportamento dell'uomo nella scelta e attuazione responsabile del bene e del male: valori morale] ≈ etico. alla teologia dogmatica) che, presupponendo la rivelazione e la grazia, definisce i modi del comportamento umano in funzione di un fine soprannaturale. Laico è, in questo senso, chi ritiene di poter e dovere garantire incondizionatamente la propria e l'altrui libertà di scelta e di azione, particolarmente in ambito politico, rispetto a chi, invece, ritiene di dover limitare la propria libertà secondo gli ammaestramenti dell'autorità di un credo religioso. Si riscontrano punti di vista diversi sul significato dei termini 'laicità e "laicismo"[4]. È la sintesi di un percorso storico-culturale lungo ma che si è espresso maggiormente solo negli ultimi due secoli.L’espressione giustizia sociale si sente spesso nei dibattiti politici ma cos’è e cosa significa nessuno lo spiega mai. Pazzia m., anormalità caratterizzata da indifferenza morale e tendenza alla criminalità e al cinismo (è espressione oggi disusata e i quadri psichici che vi si riferiscono vengono considerati nell’ambito delle psicopatie). Nel corso del XIV secolo, con lo scisma d'Occidente, tramontò l'idea universalistica del papato come potere superiore e riconosciuto da tutta la Cristianità europea, con il culmine durante il conflitto tra il re di Francia Filippo il Bello e Bonifacio VIII che portò alla dura umiliazione del pontefice con lo "schiaffo di Anagni" e l'elaborazione della teoria del regalismo da parte dei giuristi della corte di Filippo. La posizione laica viene spesso confusa con una posizione antireligiosa, spesso chiamata anche laicista. Il progredire della società e, soprattutto, delle nuove tecnologie attribuiscono all’uomo la possibilità di intervenire sull’evolversi dello studio e dell’ambiente. - se stai chiedendo quali sono i fondamenti della morale laica, quali cioè i principi fondanti, la risposta è che questi variano da sistema a sistema. Le due parole: Etica e Morale, sono da molti considerate sinonimi, ed in realtà possiamo analizzare solo le sfumature di significato che le caratterizzano. Queste confusioni rendono difficile formulare i problemi sulla fine della vita che sono al centro di molti dei dibattiti attuali. 7. [di persona, comportamento, ecc., che rispetta i princìpi ritenuti... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. A questa connotazione negativa e agnostica della laicità si contrappone quella propositiva del filosofo Dario Antiseri, per il quale una società può dirsi laica «quando a nessuno e a nessun gruppo portatore di una specifica tradizione è proibito di dire la sua, ma dove nessuno e nessuna tradizione è esente dalla critica nel pubblico dibattito. morale1 agg. La laicità sostiene l'indipendenza del pensiero da ogni principio morale ed etico, quindi indirizza il dibattito, il confronto e l'apertura, all'autonomia delle scelte personali in ogni settore (politico, sociale, spirituale, religioso, morale). ), da cui nasce la determinazione dei doveri relativi alla particolare funzione svolta dall’individuo in seno alla società. a immorale e amorale). 8) né in una legge morale naturale, 9) né in una legge eterna di Dio, 10) né in precetti etici assoluti capaci di fungere da fondamento oggettivo o immutabile dei nostri comportamenti . Nessuna formula o definizione, però, potrà portare a identificare ciò che è giusto o sbagliato che sia valida per tutti gli individui di ogni tempo e luogo. moralis, der. di «conclusione del discorso»: la m. della favola è che hai bisogno di soldi: o sbaglio? E con riferimento a scritti attinenti la filosofia morale: Opere m. (lat. 2. a. Innanzitutto per " laica " si intende una morale che deriva dalla coscienza. La morale laica non è un sistema di valori contrapposto ad un altro, ma è la dimensione della libertà, ovvero il regno della libertà nella reciprocità delle libertà. L'abuso del termine in sede politica, in funzione di sinonimo perfettamente sovrapponibile ad "anticlericale" o "ateo", ha generato l'utilizzo del termine spregiativo "laicista", con un significato simile e opposto all'uso del termine spregiativo "clericale" per indicare persone che si autodefiniscono "laiche" e si comportano come anticlericali. In altri termini come osserva Papa Benedetto XVI “si parla di pensiero laico, di morale laica, di scienza laica, di politica laica. Premessa: Il Catechismo della Chiesa Cattolica, che ho approvato lo scorso 25 giugno e di cui oggi ordino la pubblicazione in virtù dell’autorità apostolica, è un’esposizione della fede della Chiesa e della dottrina cattolica, attestate o … La laicità rifiuta pertanto qualunque forma (palese od occulta) di imposizione dogmatica e la pretesa di determinare le proprie scelte morali ed etiche al di fuori di una critica o un dibattito. La presenza o meno di simboli religiosi negli edifici pubblici di proprietà statale. Negli ultimi anni, d'altro canto, in alcuni ambiti, e in particolare quello ecclesiastico, si è diffuso l'uso dei due termini per definire differenti idee di separazione di Stato e Chiesa: In quest'ottica spesso si ritiene che alcuni valori di origine naturale (cioè, considerata la storia italiana, ispirati al pensiero giudaico-cristiano, alla filosofia greca e al diritto romano), come ad esempio il matrimonio monogamico (fra due sole persone), esogamico (tra due persone non imparentate tra di loro) ed eterosessuale (fra persone di sesso diverso), possano essere parte integrante dei fondamenti condivisi dello Stato. moralménte, con moralità, in modo tale da non offendere i principî etici dominanti: agire, comportarsi moralmente; dal punto di vista della morale: il tuo comportamento è moralmente riprovevole. Moralia), titolo convenzionale delle opere minori di Plutarco; Lettere m. a Lucilio, di Seneca; Operette m., del Leopardi. Lo Stato laico deve prodigarsi perché nessuna parte della società prevarichi su un'altra, anche se minoritaria, per ragioni ideologiche. moralis, der. di ἦϑ ος: v. ethos, etico 1, etica].– 1. agg. La possibilità di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche. Nessuna formula o definizione, però, potrà portare a identificare ciò che è giusto o sbagliato, valido per tutti gli individui di ogni tempo e luog… 527 e 529 (Atti osceni), Art. e s. f. e m. [dal lat. Giovanni Fornero ha distinto fra due accezioni di fondo del termine "laicità": una larga (o debole) di tipo metodologico-formale, comune a credenti e non credenti e propria dello Stato pluralista, e una ristretta (o forte) di tipo ideologico-sostantivo, propria dei non credenti [5], che coincide col laicismo. Alla ieratica superiorità papale, ribadita da Bonifacio VIII con la bolla Unam Sanctam, si opposero dei tentativi di conciliazione, come il De Monarchia di Dante Alighieri, che vedeva in Dio la superiore fonte di qualsiasi diritto e auspicava energicamente la separazione dei poteri temporali e spirituali, o come gli studi di Pierre Dubois e Guglielmo di Nogaret, che teorizzavano l'autonomia del potere regio da qualsiasi altro potere, sia religioso, sia extraterritoriale (come l'Impero rispetto ai singoli monarchi europei). Con il progredire della società e, soprattutto, delle nuove tecnologie che attribuiscono all’uomo la possibilità di intervenire sull’evolversi dello studio e dell’ambiente, molti studiosi si sono posti il problema della regolamentazione dello sviluppo degli studi scientifici sia in fase di ricerca sia in quella di utilizzo. Si dice anche talvolta di cosa che è nella coscienza di tutti (o soltanto nell’opinione di chi parla), anche se non corrisponde a una realtà di diritto; così nelle frasi: Milano è la capitale m. d’Italia; il vincitore m. di una gara, l’atleta che avrebbe meritato di vincerla, e che ha perduto solo per circostanze sfortunate. b. Nell’uso com., di cosa che è conforme a una norma morale ritenuta universalmente valida, o che non offende, in un dato contesto storico e sociale, i principî morali correnti (contrapp. Io ipotizzo che si dia (per distinguerli) a “etico” un significato di tipo deontologico, mentre “morale” rimane ad … di mos moris «costume», coniato da Cicerone per calco del gr. Spesso le decisioni vengono assunte più per conformi… Significato di etica applicata A partire dagli anni ’70 si è poi iniziato a parlare di etica applicata, incentrata non su una riflessione di tipo generale, ma strettamente correlata a problematiche specifiche, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico e scientifico, verso i … Tale uso è semanticamente scorretto, in quanto laico ha significato di svincolato dall'autorità confessionale, ma non inficia la pratica di una particolare credenza religiosa. La possibilità di regolamentare o ritornare a discutere su alcuni temi eticamente sensibili, come il, La laicità, considerata positivamente, sarebbe l'atteggiamento con cui lo Stato garantisce la. La maggior parte dei dizionari della lingua italiana come il De Mauro o lo Zingarelli, in accordo alla definizione storica del termine laicismo, considerano i due termini come sinonimi, o meglio, definendo il laicismo semplicemente come la corrente di pensiero che rivendica la laicità. [dal lat. La educación moral inculca los hábitos de pensar y actuar que ayudan a las personas a convivir y trabajar juntas como familia, amigos, vecinos, comunidades y naciones. Quest'indipendenza dalla religione si traduce, almeno in occidente, come indipendenza dal cristianesimo e dai suoi valori. ◆ Avv. a. Relativo ai costumi, cioè al vivere pratico, in quanto comporta una scelta consapevole tra azioni ugualmente possibili, ma alle quali compete o si attribuisce valore diverso o opposto (bene e male, giusto e ingiusto); libertà m., capacità di scegliere e operare, assumendosene in coscienza la responsabilità (responsabilità m.), in accordo con principî ritenuti di valore universale o contro di essi; senso m., la capacità di distinguere ciò che è bene da ciò che è male, ritenuta presente in misura maggiore o minore in ogni uomo, innata oppure acquisita con l’educazione e l’esperienza (per altro sign. In altri termini: la democrazia non può essere usata per negare i diritti delle minoranze. L’etica si sofferma sul senso dell’esistere dell’uomo, sul suo significato profondo etico-esistenziale, sulla vita di ogni singolo individuo e dell’universo che lo circonda. Poiché, inoltre, le querelle sulla laicità sorgono quasi esclusivamente su temi di etica, e non riguardo interventi delle varie confessioni religiose su questioni sociali, si vedano etica e secolarizzazione dell'etica. Da alcuni anni vedo (e sento) ” é un problema etico e morale” ecc. In questa ottica lo Stato e le confessioni sono considerati ambiti distinti, ma tra loro comunicanti. Il dibattito sulla laicità, in Italia, è ancora attuale attorno alla regolamentazione di alcuni temi importanti, tra i quali: Secondo una interpretazione ancora più laicista inoltre, pur non essendo un tema di stretta attualità, la laicità dello Stato è in discussione ogni volta che una norma o una legge viene in qualche modo influenzata da convinzioni morali, e non solo religiose. È quella che ha una visione ottimistica dell'uomo, visto come capace di compiere un cammino costruttivo e di esserne protagonista. In questa tipologia rientra ad esempio, almeno in parte, qualche articolo del codice penale: artt. Bioetica, un viaggio tra visione laica e visione cattolica.