Alda Merini, poetessa milanese, nasce nel capoluogo lombardo il 21 marzo 1931. Andrai, andremo insieme per le acque del tempo. Essere utili agli altri. emananti dei fiori e da ogni grazia. senza neanche una cassa armonica il giorno dalle acque così grigie, con qualche rarissima finestra Le poesie sul matrimonio di Pablo Neruda …e da allora sono perche’ tu sei, e da allora sei, sono e siamo, e per amore saro’, sarai, saremo. di un’insana voracità E insieme nella silenziosa memoria di dio. ci divide dal corpo e forse gli avrebbe portato in dote un figlio, sono un linguaggio per l’amore vivo e dirmi in un soffio di vita Alda Merini « Ho la sensazione di durare troppo, di non riuscire a spegnermi: come tutti i vecchi le mie radici stentano a mollare la terra. Poesia inedita musicata ed interpretata dal Maestro Giovanni Nuti tratta  dal cd “Una piccola ape furibonda”. un virtuosismo che non muore mai mai se non la nostra ostentata ricchezza il chiaro profumo dell’ombra, Non avete veduto le farfalle che sanno di tanta ironia potesse scatenar tempesta. Caro, dammi parole di fiducia quello più chiaro e più fermo,  o fiore di questo mio corpo verso l’enciclopedia Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa. (3 novembre 1953 da “Paura di Dio” – 1955). un respiro perfetto. Quando l’angoscia spande il suo colore C’è una faccia maligna dopo la morte, ma un barbone così quando scrivo così annegai la mia sete nell’acquavite (15 novembre 1947 – da La presenza di Orfeo – 1953). io mi guadagno palmo a palmo il giorno: a lungo stemperate nella voce, La fine di una difficile relazione con il famoso scrittore, traduttore e critico letterario Giorgio Manganelli segna una svolta nella vita privata della scrittrice. Vorrei un figlio da te che sia una spada a lui si consolava vivendo. al nostro staio di grano, che sia pietra, che sia novello Adamo, La celebre poetessa è nata non a caso il 21 Marzo, Giornata Mondiale della Poesia. ne fece un molle cuscino Un’armonia mi suona nelle vene, richiedenti ricchezza ad un mendìco. deve miele al suo fiore. che nessun’altra ragione, della santa della sanguinaria e dell’ipocrita. Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, Mia madre invece aveva un vecchio grembiule, Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa. ci sta forse un respiro  Io no: perché l’essenza del possesso vieni tu dal miraggio segreto crolla la lenta pausa finale Sogna ma colpirmi di sì dolce armonia dall’espressione assente. Maria discende in noi, del suo labbro al silenzio costumato. avevo già appeso il mio amore mi fermerò il tuo momento, Amore che giaci e le fontane hanno cessato di fiorire, sopravvissute al lutto perché tu eri la mia dottrina,  che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. vengono a rimorire dentro il seno (da “La Terra Santa 1983” – “Il Suono dell’Ombra 2010”), Quando il cielo baciò la terra nacque Maria, Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. lievito del mio sangue e che risolva Lei ignorava che il ricordo i garretti possenti, sono discesa all’inferno In quel grembiule noi trovammo ristoro e bastava una inutile carezza Le parole gentili sono brevi e facili da dire, ma la loro eco è eterna. ci facevano gli elettrochoc fuggitivi e fuggiaschi. … E mi hai lasciato solo le tue lettere come fosse una foglia di tabacco Appeso a un cappio o al portabiti non ho foglie né fiori; hanno dato più abbracci quell’intatto minuto come pane Ecco i migliori Libri di poesie di Alda Merini (o simili) a Dicembre 2020: Offerta 1. … E hai potuto lasciarmi, della divina sapienza. Tu eri la verità, il mio confine,  d’Amore e Psiche in questo possederci Dalla solita sponda del mattino Non voglio dimenticarti, amore, quella che beve la mia stessa acqua, da dove riguardo stupita e lo rimando tacita ai miei occhi certi nei nostri spiriti d’Iddii…. quanto pesante è adducerti il mio tace e si affranca il sentimento presa da morte snella, che portino la pace ovunque Riposa coi tuo sonno nel mio sonno. a capovolgere il mondo. di chi sta per morire Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore: Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime. di parole, di parole scelte sapientemente. fino a quando mi imprigionerai? vieni tu dall’Andalusia, Il dolore è senza domani, limpido aleggia sulle cose tutte un bellissimo, vergine viticcio inneggianti al destino che trascelse e non posso ospitarti. (da “Il Re delle Vacanze” favole, poesie, aforismi. in intrichi di rami melodiosi Il suo bel volto ma il gergo dei poeti è questo: nel fervore del moto e mi dissanguo per la festa e il lavoro, Perchè t’amo incantesimo amaro che non frutta… di averti accanto a morire ma la curiosità è un grillo schiacciato io sarei morta di amore. I suoi piedi nudi e piagati, Eppure a noi lontano desiderio (da “Terra d’Amore” poesie, racconti, aforismi. mi trattiene nemica; oso parole, sono la ninnananna che fa piangere i figli, Se mai io scomparissi Il giorno io lo guadagno con fatica né avrò bisogno delle tue vene che pulsano per allacciarmi ad ogni confusione. che alla morte mi porta e mi ci avvia. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo. sanno offrire Alda Merini è la poetessa che ha maggiormente caratterizzato il 900: scopri la sua incredibile storia e quali sono le sue poesie più famose. e lasciarono cadere dolci segni senza rotta. la mia debole rete,  sfiorava tutte le rose. Però in cima aveva una stella alpina ti giuro Ascolta, il passo breve delle cose- assai piú breve delle tue finestre -quel respiro che esce dal tuo sguardochiama un nome immediato: la tua donna.È fatta di ombre e ciclamini,ti chiede il tuo misteroe tu non lo sai dare. e nuovissimi doni) ed ho creato  hanno morso più baci olmo, tu padre ricco d’ogni forza pura ma invano soffochi la tua voce  oscura ci imprigionava  che hai bisogno del mio racconto: Poesie vecchie e nuove”), Ieri sera nel basso dentro la gioconda osteria. che non portano mai allegria. allora simile a Dafne che sbattete indumenti o forse troveresti che disfatta ridacci quell’innocenza, ma non sono salita nei cieli E su questi intessei tele di ragno. perché io verrò a cercarti  È la notte della povertà. che nessuno raccoglie  e suggevi del fiore delle mie rime Amai teneramente dei dolcissimi amanti. non sapevo che avesse una faccia sanguigna. Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli. dentro un’ampolla di vetro La strada più veloce? le mie labbra si sono chiuse ci reggevamo entrambi negli abbracci carro che io guido nel giorno dell’arsura E perciò non ti chiamerò al telefono e ti debbo parole come l’ape così come insiste abbiamo intesssuto la veste Non a caso, Alda Merini chiamava il vostro legame matrimonio artistico. (da “Clinica dell’abbandono” – Einaudi 2004). in modo tanto tenebrosamente e c’era anche il Messia perché genesi sei della mia carne. è la chiave incredibile e fatale mentr’io seguo l’acqua che porti e che mi porta: la notte, il mondo, il vento dipanano il loro destino. Lì dentro eravamo ebrei che non muore mai. La frase riportata è di Alda Merini (Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1° novembre 2009), poetessa dalla sensibilità elevata, simbolo, anche, del malessere degli individui, malessere che per lei aveva come paracadute soltanto la poesia. che l’amante non morse né la donna  Non prego perché sono un poeta della sventura. Il dovere compiuto. di quante ne valga una messe, ho mangiato anch’io la mela  che aveva mille mani, dissepolta e aspiro avidamente nudità della vita, è come l’acqua che si diffonde  Ma prima di imparare a scrivere Che vuol dire la semplice, Maria è il respiro dell’anima, alle tue mille bocche di ristoro! varca la soglia D'indole particolarmente sensibile, Alda Merini si fa notare per il suo talento poetico sin da giovanissima. Non abbiamo nulla nelle mani suono per militi di cartapesta, Alda frequenta le scuole professionali all'Istituto "Laura Solera Mantegazza"; chiede di essere ammessa presso il liceo Manzoni, ma - sembra incredibile - … quando morte si s’innalzi…. Alda Merini è una poetessa e scrittrice italiana amatissima da tutti, io adoro le sue poesie e voglio proporvi una raccolta delle più belle. Meraviglioso testo di Alda (in gran parte inedito) del 2005. riportato sull’Eco di Bergamo il 21 dicembre 2019. Di nuovo scende, nonostante Permesso, ma cosa ti sembra? che ho creato dapprima per la morte irridente del nostro “poter essere” e la mente abbandona le redini del sangue, La sua storia travagliata e votata alla passione e all’amore è fortemente presente nei suoi versi, specialmente nelle sue poesie d’amore. e Cristo il Salvatore. O maledici, Dio, che mi ha tradito, per le ricerche nobili Così, timidamente, la parola pieno di robe vecchie. ti sposa nella dolcezza con richiami di musica divina, traverso quell’antico pastrano non dovrebbe passare giorno di te è “segreto” eterno e inafferrabile; la mia squallida spoglia dentro l’orgia Un mare di pesci Molti diedero al mio modo di … Ma perderti così tutta la mia disfatta di poeta. che s’inventa stranissime cose, ti ha spinto all’argine pieno. della mia vita la lanterna vile uno spazio di vento Nelle famiglie sapersi perdonare, perché tutti noi abbiamo difetti, tutti!” (Papa Francesco, Incontro delle famiglie con il Papa a Roma, ottobre 2013), Scopri NanoPress Donna: Archivio articoli Categorie di Donna Ultime notizie, NanoPress Donna fa parte del network NanoPress, Segui NanoPress Donna su: Facebook | Twitter. che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore. sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida. invece di codesto, torturato, A soli quindici anni conosce il poeta e critico letterario Giacinto Spagnoletti e lo scrittore Giorgio Manganelli. chiama un nome immediato: la tua donna. che cosa avrei fatto io? il nostro sguardo. Il suo talento di scrittrice fu scoperto da Giacinto Spagnoletti quando lei era aveva solo quindici anni; della sua opera si occuparono, tra gli altri, Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini. non sapeva che il più grande Quella bellezza di rendere grazie! Il matrimonio è uno degli eventi più importanti nella vita di due persone, è una promessa d’amore, un patto sigillato con tutto il cuore e per sempre. con la piuma contorta “Io sono folle, folle, folle d’amore per te, io gemo di tenerezza perchè sono folle, folle, folle, ma io era malata di tormento ero malata di tua perdizione.”. Genesi                      a Pietro De Pascale. corpo astrale del nostro viver solo stretto intorno alla vita, -assai più breve delle tue finestre- Se avess’io levità di una fanciulla della tua onnipresenza  tra le due sponde che non si risolvono, Ma il mio cuore, trafitto dall’amore 57 Recensioni. anima circonflessa, eppure mentre mi trasmigro reggo d’amore ed ora sinfonia; Sotto, credi, Alda Merini è stata una poetessa, aforista e scrittrice italiana. io oggi mi sono sposata al dolore, (Regalo del giornalista e grande amico di Alda, Silvio Bordoni). Quando il cielo baciò la terra nacque Maria. sfiori profili di una lunga serie di segni Ma sono una Dafne Einaudi 1995). Le sue poesie hanno una musicalità intrinseca, ma ci stimolavamo a vicenda, spronati dal voler creare sempre qualcosa di inedito e bello. quel respiro che esce dal tuo sguardo per dolcissima muovermi ferita:  “Occorre un grande amore per viverti accanto, amor mio...” 1. Con pari leggerezza un uomo trangugiava il suo vino dal bianco ventre gentile. sulla scoperta che non feci mai la poesia ti domanda Il sentimento più distruttivo? Charles Charlot Charcot, io no perché col solo nominarti sei percorso nobile strumento le stelle alpine Dio le pianta così in alto. che salgono dal buioa ghermirti nell’anima ferita. la purezza delle acque come fossi e anche quando sei prossima alla fine farsi timido e grigio invano getti gemiti  Vedrai sorgere giardini incantati Ho conosciuto Gerico, Alda Merini scrisse frasi sulla mamma commoventi e significative. Anima, solamente la parola e poi ho tremato ancora Ma anche distesa per terra Permesso: per non essere invadente nella vita dei coniugi. Visualizza altre idee su citazioni, poesia, parole. dalle parodie del destino. con fortissime unghie e mi rilasci tu che ti sei calato nelle pietre senti odore di luna ch’io lanci un urlo inumano,  tu che hai nel duro cappello voglio spazio per cantare crescere  la buona, la colma di grazia. nell’urlo, quasi, della propria vita; ho sortiti da Dio, ma la paura Chi ti scriverà, luce divina che cosa avrei io fatto! solo con la sostanza dell’affetto. ora sono tutta funesta O, senza tregua più, un pastrano di molte fatture e fui preda della mia stessa materia. favole di una donna che vuole amare, in lunghi anni di stupido terrore, con un bacio e una bocca. Amore mio e nella verecondia feroce, E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro. vissuto e rivoltato mille volte i tuoi occhi si chiusero come due ali grige. Quelle come me donano l’anima, perché un’anima da sola è come una goccia d’acqua nel deserto. mutevole e dolce ed il sole O piccolo Gesù desiderio senza nessuna carità di suono. che io fossi buttata nell’argilla L’amore passato: Alda Merini, Ieri sera era amore (A Ettore) La poetessa dei navigli la dedicò a Ettore, suo marito, cui si unì nel 1953. poggiavi sopra di me 44x31, edizione numerata dalle edizioni dell'Ariete, Crema 1997. Sono nata il ventuno a primavera paura dei tuoi paradisi sono la paglia arida sopra cui batte il suono, come lupo infecondo nella notte. o specie martoriata di figlia, Amore, dolore, affanni, ora devono dormire. alle inutili glorie del mondo Non ha forma la veste ch’essa porta, che sarà anche triste Ho avuto paura della morte una faccia che ride di chiunque. rimembranza dolce, che fai distesa nel corpo? Noi tutti, branco di asceti hai lasciato dietro di te  tumida forse solo dell’amore, nelle radici-spirali degli alberi,  e la mia pelle di donna Sempre!” (Papa Francesco, Udienza generale del 2 aprile), “Il matrimonio è un lungo viaggio che dura tutta la vita! Bambino. voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti, entro raccolta in miti-sacrifici, con le tue scarlatte voglie, che procedi immutata ed immutabile sono i falsi poeti e nella solitudine arborea voi navigate nei cieli aperti dei nostri limiti. e giubilando del nulla, una canzone. contro la pelle di un uomo. mentre prendevo l’ultimo sole d’inverno. quelle del desiderio che mi assalta Beata somiglianza, Alda Merini: le frasi più belle tratte dalle poesie dedicate alla vita e alla forza 29 ottobre 2019 aggiornato 2 mesi fa Le frasi e le citazioni più belle di Alda Merini sulla vita e l’amore, ma anche sulla poesia e le riflessioni su se stessa e le sue esperienze. e una pozza di acqua infettata solo tu, sempre viva, sempre sole, sempre luna. sempre sui cespugli martoriati perchè l’immobilità mi fa terrore? sono il poeta che canta e non trova parole. Permesso, mi permetto. come si morde una mela scendere a te per le più buie scale, e di chi sta per nascere. Ma io il pianto per te l’ho levigato che hai tratto dai miei visceri il tuo nome, (poesia inedita del marzo 1981, pubblicata su: “L’eco del Chisone” il 14 giugno 2017). Ed il senso verrà ricostruito, della rosa e del vento, risospinta dagli echi all’infinito. ma mi sono schiantata  non si sa ove cominci, il suo sorriso presto cadremmo affranti dalla luce. Ho veduto virgulti come perla strappata dal suo guscio, e anelo il vento, il sole, con cui Dio ha fatto l’uomo. e lo spavento è entrato nel mio petto che, se ti guardo, vivono di stelle. ma balzai prepotente. astrale, ma io sono nella notte La maggior soddisfazione? Poesie; Alda Merini; Quelle come me; Quelle come me di Alda Merini Poesia "Quelle come me" di Alda Merini Tags: Nessun tag Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive. e invece è un pensiero Come sei tu, mio vero, vigoroso della bomba di Hiroshima… ha carpito la nudità del terrore, Alda Merini è la poetessa italiana più amata negli ultimi tempi, nata il giorno di Primavera. le messe di nostro Signore non sapevo che avesse una faccia sanguigna, trascorre tra le mie dita come un rosario. anch’io mi sono ridestata Dove vita, di sé fatta più piena L'altra verità. quell’urlo di silenzio negli anni  madre, cercherò negli spiriti  questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.”. io sono donna di amore a noi sperduti viandanti. che mai possa procedere dal seno… Alda Merini è una delle potesse italiane più amate, una donna che ha vissuto col proprio dolore, ma che ha imparato anche ad apprezzare la vita e l'amore. nasce morte per te. La pace interiore. Con le mani per banale allegria lui mi traghetta sulle proprie spalle. Lo scoraggiamento. gli regala la notte i suoi petali felici. Ché, nel mondo, non seppi Bambino, se trovi l’aquilone della tua fantasia Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni. e da carne inerte che siamo noi Non vi è da parte nostra conoscenza degli angeli, e lì, amandoti sempre, Ricordami il pensiero della vita aprire le zolle abbiamo gustato il vino quanto basti per darti il manto di metallo di una lunga preghiera Fortunatamente ci hanno pensato per noi numerosi artisti, scrittori e poeti, con componimenti che parlano della magia dell’amore e di come la sua coronazione con il matrimonio sia altrettanto poetica, ma sono tante anche le poesie perfette per essere recitate dai bambini e creare così un’atmosfera più ironica. dopo un lunghissimo bacio. Ma è così bello il rischio Due amanti felici non hanno fine né morte. c’è presenza vera di foglie; da allacciare al mio tronco, e tu, possente come di una corda che vibra della perfezione del passato, La poesia è un castello di solitudine semplice e affascinante e misterioso, tanto somiglianti; ma in questo luminoso, ma, Dea, che al sol si sciolga questa triste pietra Le sue poesie rappresentano l’istantanea dei pochissimi bei momenti trascorsi insieme e del suo essere mamma. La biografia ufficiale di Alda Merini, scopri la sua storia, le sue passioni e ciò che la rese celebre… Poesie Una raccolta delle migliori poesie scritte ed ideate dal talento della poetessa dei Navigli… in cui naufragavo dormendo, della mia terra che non dà mai spiga dalle trame del buio e l’ordine delle cose. Acquaviva). e non mai ascoltato. e ne sono riuscita  eppure il mio cuore ti canta, (22 dicembre 1948 – da”Poetesse del Novecento” 1951). eppure in me è la sorpresa Così Proserpina lieve avanzare la luce e ritirarla?… che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore, Io vorrei è come suonare su una corda sola il segreto che turpe mi appassiona che ha indurito il mio cuore. Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro? ho conosciuto i segreti di mio padre quando sia forte l’anima di male; (22 dicembre 1949 – da “La Presenza di Orfeo”). E questo è importante! di vino e dimenticanza e ritogliere il senso alla natura! e allora divento volpe canterina. Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre. lascian camminando due ombre che s’unisco. volgo una triade di Dei. il dolore prosciuga tutto  di un mio tormento d’amore, spazio per la tua vita di ricerca al colmo della pienezza. Spazio datemi spazio  pregando che durassero gli intenti, Le poesie sul matrimonio di Alda Merini “Ieri sera era amore, io e te nella vita. Il rancore. quando l’amante, tenebroso duce Le colonne del tempio si ergono distanti. di preferire il vino a un uomo dalla calunnia, quell’andare stordito Permesso, grazie e scusa.” (Papa Francesco, Udienza generale del 2 aprile 2014), “E il segreto è che l’amore è più forte del momento nel quale si litiga e per questo io consiglio agli sposi sempre: non finire la giornata nella quale avete litigato senza fare la pace. e il tuo dolce coraggio  le melodie del gioco, e fiorita son tutta e d’ogni velo in tutte le membra e le anima, ecco, lucciola arguta, dal risguardo dolce. Ed. © 2005-2020 Deva Connection s.r.l - P.iva: 12658471003 - Tutti i diritti riservati. senza che essi sapessero mai nulla. Non avete veduto quand’è notte Lasciando adesso che le vene crescano Fa delle tue mani due bianche colombe Ah se almeno potessi, proprio col soffio identico iniziale Sull’ultima corda del tuo violino come una rosa sfatta nel sereno. ed eri anche poeta… e ci annovera al gregge di un Pastore Tra le sue numerose opere ricordiamo Folle, folle, folle d'amore per te , La vita facile , La Terra Santa e Tu sei Pietro . sono la vanagloria che si lascia cadere, è un ferro piantato alla porta, che fa finta di essere un’anima. ben legate ad un ceppo. erano le mura di Gerico Qualche ragazzo mi sorride ed ogni cosa nel letto che ti coprirà con le sue foglie. di quanto ne voglia il Signore, ma nel giorno di morte è l’ultimo soffio dell’uomo. e frusta strampalati pupazzi fortissime nell’amore fitto dentro le foglie in dolore la poesia. Fummo lavati e sepolti, Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi, che stai dentro le labbra del signore. È così bello sentirti fuori, con gli arabeschi dei prati il più completo canto della pace! ma anche allora avevo paura La mia vocazione finalmente l’ho trovata… è l’amore! (da “Destinati a Morire. nel certo abbraccio dell’intuizione, E hanno bisogno dell’aiuto di Gesù, per camminare insieme con fiducia, per accogliersi l’un l’altro ogni giorno, e perdonarsi ogni giorno! Ah, se t’amo, lo grido ad ogni vento Charles, Charcot, del cadavere vecchio di una donna ho sognato di te come si sogna un pazzo che urlava al Cielo vuota di sé ho scrutata la pupilla, Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori. un pettinato leggero io sono nell’inferno e ora faretra del florilegio dei sensi? ma forse al chiaro di luna Voi entrate nell’uragano dell’universo spegnersi a un sommo d’intima dolcezza sopra i barconi della vedovanza. può decidersi bello Alda Merini – una amatissima poetessa, una persona splendida che ha trascorso una vita difficile. ma non sapevo che nascere folle, il vagheggiato tono del mio essere. che tu gustassi i pascoli che in dono il figlio che eroicamente io non avevo attoniti dentro la fede, desideroso di vedermi illuminata, adesso, dal distacco; per misurarti coi presentimenti degli angeli eterni. Il percorso corretto. su un altare di piombo vò scerpando il mio lutto caro, da sempre, prima dell’inferno come in un quadro astratto: io e te innamorati. le mura di Gerico antica. ci ha battezzati tutti. Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo, colui che aveva i tuoi occhi  le stelle alpine Dio le pianta così in alto. è la mia carne e la mia croce viva, un seme di grande ragione, Io sono una città nera Lavandaie corrotte Pietro 3:7 (NR): Anche voi, mariti, vivete insieme alle vostre mogli con il riguardo dovuto alla donna, come a un vaso più delicato. 17-ott-2020 - citazioni, Alda Merini, poesia, scrittura, Battiato, frasi famose. E le tue mani roventi Io ero un uccello E perciò dàmmi un figlio delicato, di te è “segreto” eterno e inafferrabile; e forse gli avrebbe portato in dote un figlio. e che con essa tutta mi ragioni,  e anch’io come Gesù Poesie “Sorridi” di Alda Merini, una poesia sull’importanza di sorridere anche nelle difficoltà Passionale, tormentata, ma anche straordinariamente libera, Alda Merini ci ha insegnato che un sorriso può talvolta salvarci dalla tempesta della vita Alda Merini è … Rapida come un fulmine Io non fui originata ti chiede il tuo mistero È fatta di ombre e ciclamini, la sua sostanza grigia mi ha investito: era il disegno del nostro babbo Sono crudele, lo so, di canzoni che facciano danzare le statue. una mancanza netta d’orizzonti. come coloro che si gettano nell’inferno al pensiero di non scrivere più confuso tra la folla: né i silenzi dei cimiteri e una rondine notturna. ha la potenza di un abbraccio immenso. e tu non lo sai dare. le vergognose stelle da sotto la terra,  Lavandaie avvizzite la luce che ne filtra assumeva un’aria sconfitta: È la notte di Natale. (da “Ballate non pagate” 1° ed. dopo che un fiume di vita Apollo, perché tu non mi fermi. dannata d’universo, o la perfetta sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida, che dovrebbe essere una parola né gli angeli conosceranno mai il nostro martirio, ma c’è una linea di infelicità come di un uragano, carro che io guido nel giorno dell’arsura, ( da “La presenza di Orfeo” – 4 ottobre 1950. trascorre tra le mie dita come un rosario. Getto noccioli di cartone, dal greto asciutto per le libagioni. L’albero non è albero né il fiore (gennaio 1949 – da “La presenza di Orfeo”). sui grossi frumenti gentili Tu te ne sei andata Forse tu hai dentro il tuo corpo (l’amore fa di questi prepotenti So che tu coglieresti dei miei frutti E adagiare il respiro di un bimbo malato – non è guasto di terra ma portato ci promettemmo il “sempre” degli amanti, nessun altro albero ricolmo di canto “vero” adesso che trascino dai mantici Minore di tre fratelli, le condizioni della famiglia sono modeste. un lungo silenzio acceso I versi sono polvere chiusa o compagno di sogni che ha il dono di una stana profezia. che ti raggiunge ove si domandasse. Mi viene a volte un gobbo sfaccendato, Le sue poesie rappresentano l’istantanea dei pochissimi bei momenti trascorsi insieme e del suo essere mamma. accecata dal fumo della follia, A Flavia e Gianfranco nel giorno delle loro nozze. Alda Merini alterna frequenti periodi di salute e malattia, in cui continua la produzione di racconti e poesie, grazie anche alla conoscenza e amicizia con Salvatore Quasimodo. a misurare dopo nel silenzio o quanti sguardi attoniti Dalle mani magnifiche del cuore che separa noi dalla vostra siepe. In me l’anima c’era della meretrice. Di seguito troverete una piccola scelta delle sue frasi e delle sue poesie. vivendolo cosi, nell’ombra. Spazio spazio, io voglio, tanto spazio  del massacro delle notti solitarie e disciogliersi labbra ha desiderio di mondarsi vivo. legalo con l’intelligenza del cuore. voi fate un balsamo per le labbra di Dio. onde ne ribevessi la mia assenza! Sono gioielli, vedi, le mie mani, Non ti dispiaccia che parli il tuo nome; Ormai sei mia. ti nego e ti smarrisco; la loro tenera acqua quella che beve il mio dialogo dolce, Curva di fuga , incisioni di Giovanni Bonaldi , introduzione di Roberto Sanesi, la copertina in pergamena contiene 14 quartini di cm. tu eri la mia ape  nel sonno della follia Si ripete per me l’antica fiaba e il calice della tua vita  le mura del manicomio che non immaginano affatto suscitare l’amore ne disperde i contorni. per bagnarsi E siccome tutti noi sbagliamo, quell’altra parola che è un po’ difficile a dirla, ma bisogna dirla: scusa. so che ti esalterai delle mie pene. Scende a rallegrare le stelle Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane. quando ho cominciato a scrivere. che ho toccato con mano. voi fate un balsamo per le labbra di Dio. del passato cordoglio che non vede la luce. La luna geme sui fondali del mare, per avere l’estrema unzione. una pietra che dava lacrime, solamente parole e se tu ascolti impoverito il trepido magnete ho valicato mille montagne Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa Tu suoni per il vento e viaggi  In libertà di spazio ogni volume pesantissimo cuore e conoscessi quella che è pura e senza sentimento. che corrono sempre dietro costruite per me parto ultimo è solo non sapeva nulla Fiore di poesia. e mi chiesi come mai mi tenessi in cuore una spina era un pastrano di lana buona né avrò bisogno delle tue vene che pulsano, sfiori profili di una lunga serie di segni, Però in cima aveva una stella alpina ti giuro. Diario di una diversa Forse è la sua preghiera. e mi giaccio scoperta e solitaria Ma un giorno da dentro l’avello 10 frasi d'amore di Alda Merini per i tuoi inviti di nozze Abbiamo raccolto tra gli aforismi e le poesie di Alda Merini, 10 frasi d'amore di grande impatto, per inviti che smuovano i cuori! Tante le frasi sul matrimonio più significative tratte dalla Bibbia, ma anche quelle di Papa Francesco si fanno apprezzare negli ultimi tempi: ecco le più significative. ma le tue labbra gaudenti sono la ninnananna che fa piangere i figli, il manto di metallo di una lunga preghiera, del passato cordoglio che non vede la luce. quasi per ridondanza di messaggi ma fuori l’aria è corretta, La mia poesia è alacre come il fuoco, è un muso di cavallo che blocca di tensione repressa si modella Non son donna da piangere le stele Mia madre invece aveva un vecchio grembiule ma se calasse nella perfezione con gli oscuri argomenti della lira  di rotte allegrie. ho avuto anch’io la mia Palestina, del Paradiso. D’ogni dolore tu te ne sei andata con le mani sapienti del perdono…, E so anche che mi ami di un amore Io ti debbo i racconti più fruttuosi non ti dispiaccia che io porti pietra mi hai resa divergenza di dolore, tutto il suo amore in Dio. il dolore è un anello sponsale Alda Merini. e vola come un’idea io canto ora per te. Qualcuno ha fermato il mio viaggio, Io ero un albatro grande e piange sempre la sera. e come la mia rima che mi tradiva con la cugina. avide del mio asilo e dei miei frutti, può rimuovere tutto, ma domani e i Farisei erano in alto Se mai io scomparissi per le sue esequie vive. con che leggera grazia come le vostre carni, favole di una bimba che legge i sospiri, sul corpo del Naviglio che intossica di morte l’avventura. blanditemi come folle! tanto che mi attanagli nella pelle sulla fronte errare e saltare il fosso  che attirava in delirio le figure. da Rosaria De Benedictis, il lo sguardo della vergine sorella. Ascolta il passo breve delle cose Idioti e allocchi con la tua benevolenza il mondo – raccolti dentro un’ascia di ricordi. un simbolo presago d’allegrezza si spiegherà entro un ordine di regno. senza aggiungere qualcosa Compresi che l’amore racchiudeva tutte le vocazioni, che era tutto, che abbracciava tutti i tempi e tutti i luoghi.